MINITELLING

APRILE TRA LE RIGHE

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email

Una splendida antologia. La scommessa psichedelica sarà vincente o perdente? Ovvero il Rinascimento psichedelico (inteso come rinascita del movimento a favore dell’utilizzo di sostanze psicotrope) prenderà piede o come già successo alla fine degli anni 60′ sarà bandito dalle istituzioni?

Una mappa onnicomprensiva che affronta l’opportunità di legalizzare e applicare l’uso di sostanze psichedeliche da tanti punti di vista: storico, politico, sociale, religioso, narrativo, scientifico, artistico, cinematografico, religioso, ecc.

Il curatore Federico di Vita è anche autore di un podcast e si fa portavoce del movimento raccogliendo esempi, approfondimenti e testimonianze.

CITAZIONE: La questione definitoria centrale della psichedelia è quella della coscienza e della relazione con ciò che viene sperimentato come realtà. Se gli elementi fondamentali dell’esperienza, come il nostro senso di spazio e di tempo, possono essere alterati, ciò non significa forse che le categorie attraverso cui viviamo sono plasmabili e mutevoli? A posteriori, uno degli aspetti più interessanti della cultura psichedelica degli anni ’60 è stata la sua capacità di diffondere tra le masse questioni metafisiche di questo genere…

Un prodotto editoriale di altissima qualità, perfetto per chi vuole avere un’infarinatura generale.

LSD ripercorre la storia dalla nascita alla diffusione delle sostanze psichedeliche.

La riflessione di Agnese Codignola è accompagnata da una narrazione accattivante che profila anche le figure più simboliche del movimento psichedelico. A partire da Hoffman, passando da Leary la narrazione giunge fino a Carhart-harris il ricercatore che più recentemente si è fatto carico di proseguire lo studio dell’LSD a livello scientifico.

I nomi nella storia delle sostanze psichedeliche sono tanti e includono anche personalità lontane dallo stereotipo comune come Bill Gates e Steve Jobs.

CITAZIONE: Nessuna azienda ha interesse a investire su farmaci che non rendono e che per di più potrebbero essere efficaci con una sola somministrazione

Scrittura pop e tante curiosità, questo saggio è appetibile per chiunque.

Eccolo qua. Un titolo che rientra nella categoria: “libri che tutti sostengono di avere letto in passato, ma di cui non si ricordano granché…comunque è molto figo”.

Io non l’avevo mai letto e mi ero fatto un’idea preconcetta completamente infondata. Pensavo fosse un romanzo che magnifica le esperienze di una vita sotto effetto acido. In realtà è un reportage, molto serio e documentato (con i limiti della conoscenza dell’epoca, visto che è del 1954) in cui Huxley ripercorre la propria esperienza in modo quasi scientifico.

CITAZIONE: Religious art has always and everywhere made use of vision-inducing materials. The shrine of gold, the chryselephantine statue, the jewel symbol of image, the glittering furniture of the altar – we find these things in contemporary Europe as in ancient Egypt, in India and China as among the Greeks, the Incas, the Aztecs.

Particolarmente adatto per gli appassionati d’arte, perché Huxley esplora un interessante parallelismo tra le visioni cromatiche e oniriche di grandi maestri della pittura e l’uso di LSD.

Esistono innumerevoli forme di allucinazione: visive, olfattive e acustiche.

Oliver Sacks, straordinario divulgatore esperto di neurobiologia, presenta una successione notevolissima di casi di allucinazioni documentati attraverso lo studio dei propri pazienti.

Il saggio offre una panoramica ampia e interessante su come il cervello sia in grado di rappresentare la realtà anche in modo distorto e personale.

Il collegamento con le sostanze psicotrope è molto stretto: un capitolo è dedicato alle allucinazioni da LSD e analoghi, di cui lo stesso autore a sperimentato gli effetti in età giovanile.

CITAZIONE: Hallucintations of faces, of color, of textures, and of objects, for example, each activated particular areas known to be involved in specific visual functions.

The ability to imagine smells , in normal circumstances, is not that common. Most people cannot imagine smells with any vividness, even though they may be very good at imagining sights or sounds.

Un po’ inquietante, ma rivelatorio su alcuni funzionamenti e difetti della mente umana.

Uno dei rarissimi effetti collaterali causato dall’abuso di sostanze psicotrope può essere l’HPPD ovvero un disturbo che porta il soggetto ad avere distorsioni cognitive frequenti: flashback, allucinazioni, distorsioni uditive.

Pare che Philip K. Dick ne fosse affetto. Il risultato è la creazione di un immaginario fantascientifico di fortissimo impatto a livello narrativo. Praticamente ne ha fatto uno scrittore visionario.

Il romanzo in oggetto è ambientato nella Los Angeles distopica degli anni ’90, condizionata dallo spaccio di una micidiale droga chiamata sostanza M. La trama è tanto affascinante quanto complessa. Vede il personaggio protagonista nella veste di agente segreto (irriconoscibile grazie a una tuta che ne maschera la propria identità) mentre indaga le mosse di uno spacciatore (lui stesso senza tuta).

Lo scenario è una città dove tutti sono dipendenti da questa sostanza a proprie spese e alimentano la ricchezza di una élite che ne detiene la produzione e la gestione. Se non fosse troppo scontato si potrebbe fare un paragone con il mondo dei social oggi.

CITAZIONE: Bob Arctor con il morale in un certo qual modo sotto i piedi, le chiese: “Sei proprio sicura di tutto questo? …” “Sì, accadrà!” ribattè con forza “Lo dicono i tarocchi”.

Una scrittura non facile, ma un testo che apre grandi interrogativi.

Kary Mullis è stato un biochimico americano, vincitore di premio Nobel per la chimica e scienziato rivoluzionario.

Ma non solo. Questa autobiografia atipica mette in evidenza principalmente un aspetto del suo carattere: era un pensatore libero, lontano dai vezzi universitari e avverso alla burocrazia e all’establishment.

Un paio di capitoli sono dedicati all’utilizzo dell’LSD, di cui lo scienziato andava fiero e a riflessioni illuminate su quanto la libertà di pensiero e il metodo siano fondamentali per dare un contributo sostanziale alla scienza.

CITAZIONE: Un responsabile del pericolo vuole trovare cose pericolose, perché questo gli dà più potere, come un tossicologo desidera trovare quante più tossine possibili. Se sei pagato per fare il responsabile della sicurezza in un laboratorio, troverai dei pericoli, ce ne siano o no.

Una voce autentica e sfacciata che ricorda molto lo stile di Nassim Nicholas Taleb.

Rinascimento psichedelico

Le letture sono accomunate da un tema che negli ultimi anni sta trovando ampio spazio nella discussione pubblica: l’utilizzo dell’LSD o sostanze psicotrope. Tanto che è stato coniato il termine Rinascimento psichedelico per intendere un movimento culturale/scientifico che si fa promotore e portavoce dell’uso di queste sostanze.

La recentissima sentenza che assolve Walter De Benedetto è l’esempio più recente di come questo tema sia in grado di segmentare l’opinione pubblica, nonostante se ne parli dalla metà del secolo scorso.

L’argomento mi ha incuriosito e affascinato dall’anno scorso dopo che ho letto alcuni articoli sul microdosing, ma soprattutto dopo la lettura di Come cambiare la tua mente, un reportage di Michael Pollan su nascita, diffusione e divieto di utilizzo dell’LSD.

Ci sono alcuni motivi che mi hanno spinto ad approfondire.

  • Il primo è l’impatto di certi temi sull’opinione pubblica. Parlare di droghe è ancora considerato un tabù: pregiudizi, cattiva informazione e scarsa conoscenza tendono a formare gli stereotipi più comuni. Questo approccio è poco costruttivo. Lo associo all’utilizzo degli asterischi nell’uso della lingua per evitare di affrontare seriamente il dibattito di genere. Metti l’asterisco e credi di aver risolto il problema, mentre dovresti investire nella cultura del rispetto.
  • Il secondo è perché in base ad alcuni studi ci sono categorie di persone che trarrebbero grande beneficio dall’utilizzo di sostanze come l’LSD. Mi riferisco ai malati cronici: alcuni studi dimostrano che le sostanze psicotrope funzionano efficacemente come terapia del dolore. L’esempio più emblematico è la cefalea a grappolo. Un ulteriore ambito di utilizzo potrebbe essere la cura della depressione, per la quale vengono somministrati farmaci che creano dipendenza, spesso con esiti controproducenti sulle persone che ne fanno uso. La depressione è destinata a crescere soprattutto a seguito di un biennio di frustrazione e difficoltà post COVID. Oppure l’alcolismo, una piaga sociale che si tende a trascurare per il semplice fatto che l’alcool non viene categorizzato come droga. Al contrario i costi sociali dell’alcool sono altissimi.
  • Il terzo è la possibilità di valutare gli effetti in modo preciso. La diagnostica per immagini è migliorata esponenzialmente negli ultimi 30 anni. Oggi è una modalità molto accurata che permette di studiare l’utilizzo di sostanze psicotrope sul cervello in modo estemporaneo e attento, grazie ad esami come risonanza magnetica funzionale. Il beneficio è duplice: da un lato si comprendono meglio gli effetti delle sostanze e dall’altro si approfondisce l’indagine sulle aree del cervello.
  • Il quarto è per curiosità. Il termine psichedelico ha sempre esercitato un fascino ambivalente. Gli anni 60′, la Beat generation, gli Hippie, la Summer of love hanno creato un immaginario di controcultura fortissimo e allo stesso tempo sfuggente. A questo si è aggiunta recentemente la già citata moda del microdosing che pare essere nella Silicon Valley un metodo consolidato per avere accesso a una maggiore creatività.

Detto questo: non sono un consumatore e non sono un esperto. Semplicemente ho scelto di intrattenermi con una serie di letture affascinanti su un argomento che trovo intrigante.

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Minitelling

NOMI-NATION

Quanti nomi ci sono al mondo? Quanto è difficile trovare un nome nuovo per un prodotto?

Read More »
Libri del mese

Maggio tra le righe

Partiamo dal titolo. Passare dall’originale The secret history a Dio di illusioni potrebbe risultare incomprensibile. Eppure, una volta letto questo splendido romanzo, credo che la

Read More »
Matteo Daffi
Matteo Daffi